Argomenti di Catechismo Ortodosso
L'Anno Liturgico

Di: Fr. Anthony Alevizopoulos
PhD. in Teologia, PhD. in Filosofia

Sin dall'antichità la Chiesa ha onorato sia il giorno in cui i santi hanno iniziato il loro riposo come pure la data della loro nascita, ha inoltre celebrato i grandi eventi della vita dei santi attraverso la Santa Liturgia.
Oltre a queste festività, la Chiesa ha stabilito le grandi feste dell'anno che sono associate al grande mistero della salvezza divina.
L'anno liturgico della Chiesa non è una misura per il calcolo del tempo, ma per viviere e sperimentare il mistero completo del mondo della salvezza ed è figura di quell'eternità  che i Cristiani ricercano.
Il tempo liturgico si muove in una dimensione di eterno presente; non esiste una separazione tra passato, presente e futuro. A questo, dunque, fanno riferimento gli inni della Chiesa, quando si riferiscono agli eventi della salvezza in Cristo usando il termine "oggi"
 
"Oggi la Vergine mette al mondo il Superessenziale...."
"Oggi Colui che ha posto la terra sulle acque, viene posto sulla Croce ..."
Ecco una nuova dimensione del tempo: il tempo della trasfigurazione e della incorruttibilità immersa nella luce che mai tramnonta dell'"ottavo giorno", il giorno della Resurrezione.
In termini di spazio e tempo liturgici, ogni cosa trova la sua collocazione armoniosa; angeli ed uomini sono "riconciliati" in Cristo; sono uniti sotto un solo Capo di un corpo, Cristo, e gli uomini sono allora capaci di esercitare il loro ministero "regale" e sacerdotale nella creazione riportandola ad una   relazione dossologica  con il Dio Triuno (NdT. quella relazione di "gloria" in cui si trovava prima della caduta).

Nel tempo liturgico, semplicemente,  non ricordiamo o non ci riferiamo agli eventi salvifici; piuttosto li esperiamo in maniera mistica e viva   e partecipiamo, in maniera sacramentale, alla vita di Cristo e di tutti i santi; condividiamo l'eredità di Cristo e prendiamo parte alla Sua santità; nel corso dei secoli l'esperienza spirituale della Chiesa è quella di condividire la salvezza; non ci limitiamo, dunque,  a celebrare la santa memoria delle opere di Dio.
Il ciclo delle feste del Natale ci pone di fornte all'ingresso di Dio nel mondo della fede, un atto questo in cui Dio condi-scende (NdT il termine  in inglese, rende l'idea della condivisione e della discesa) per realizzare la salvezza dell'uomo.
Il "bambino" che " era nato per per noi ed ci era dato per noi", come dice l'inno della Chiesa, è il super-essenziale (NdT da intendere come oltre l'essenziale) ed irraggiungibile Dio, che diviene disponibile all'uomo caduto. Attraverso questo atto Dio accetta la Sua creazione e la guida dallo caduta alla restaurazione, dalla vita alla morte, dalla corruzione alla incorrutibilità. La terra offre il rifugio, gli angeli assieme ai pastori rendono gloria ed i magi seguono la Stella:    

"Oggi la Vergine mette al mondo il Superessenziale e la terra offer la grotta all'Irraggiungibile, gli Angeli insieme ai pastori innanzano canti di gloria; i Saggi Uomini sono in viaggio seguendo la Stella. In quando, per la nostra salavezza, Dio che era prima di tutti i tempi, è nato in un Infante "

Il ciclo delle festività Pasquale conduce i credenti attraverso una lunga preparazione di penitenza ed ascetismo all'inizio di una "vita altra". La preparzione culmina, durante il periodo della Settimana Santa, nella notte della Resurrezione: dove celebriamo la morte della Morte e la distruzione dell'Ade".


"Celebriamo la morte della Morte,
 La distruzione degl'Inferi,
 L'inizio di una vita nuova e sempiterna,
 Ed inestasi cantiamo inni di gloria
 all'autore di tuto questo,
 il Dio unico dei nostri Padri,
 bendetto ed oltre ogni gloria"
"Adesso tutte le cose sono riempiete dalla luce;
 il cielo, la terra ed i luogi sotto la terra.
 Tutta la creazione celebra la Resurrezione di Cristo  
Cristo su cui tutto è stato costruito"

L'uomo che nella persona di Cristo era stato assunto dalla Divinità; ora attraverso la morte di Cristo, distrugge la Morte e si solleva ad una vita di incorruttibilità e di immortalità, è asceso nella gloria ed è stato esaltato all'altezza della gloria di Dio, il Padre(I Tim. 3, 16. Filip. 2, 9-11).

Questo è il senso della festa dell'Ascensione di Cristo. Prima di questo "eccezionale miracolo" la schiera degli angeli rimane senza voce; tutta la creazione attende attonita e silenziosa il mistero:
"Le Schiere degli Angeli .... osservando la nostra natura e restando sorpresi  per questa strana ascensione, si chiedono meravigliati tra loro: Davanti a chi ci troviamo?
Ma non appena si rendono conto che si tratta del loro Signore, comandano alle porte del Cielo di aprirsi ..."

La Resurrezione del corpo di nostro Signore e l'Ascensione, in accordo al messaggio degli angeli (Atti 1,11) preannunciano anche il Suo ritorno fisico. Il Signore, comunque, prima della Sua Ascensione ha promesso di "inviare" lo Spirito Santo.

Lo Spirito Santo ha rivelato agli Apostoli nel giorno della Pentescoste l'intero mistero dell'amore divino ed ha donato il potere ed i carismi in modo da farli divenire attenti e zelanti predicatori e da farli sconfiggere tutti i pericoli. Con la Pentescote, il periodo di confusione, iniziato con Babele termina e l'uomo entra nel periodo di unità e di ritorno all'unica natura, l'"unità in Cristo":

"Quando l'Altissimo ha confuso le lingue, Egli ha disperso le nazioni: ma quando Egli ha distribuito e lingue di fuoco, Egli ha chiamato tutti gli uomini all'unità. Allora, per questo, con una sola voce noi rendiamo gloria allo Spirito Tutto-santo" (Contachion di Pentecoste)
 
Questa profonda unione viene sperimentata da ogni Cristiano nei luoghi liturgici, non soltanto durante la festa di Pentecoste, ma ad ogni raduno Eucaristico, in modo speciale nel Giorno del Signore, la Domenica, durante il quale il ciclo delle festività raggiunge il suo climax.
 
La celebrazione dell Domenica non è una sostituzione della festa del Sabato degli Ebrei. Quando venne stabilita il Sabato, come giorno di risposo, Dio desiderava porre un limite alla durezza del cuore ed alla dimensione carnale di Israele, come pure un porre un freno al suo amore per le cose materiali.
Il Comandamento venne dato agli Israeliti, deboli spiritualmente, ed era basato sualla paura di una punizione, nell'ambito della relazione tra Signore e servo, tra Dio e l'uomo secondo quanto stabilito dalla Legge Mosaica.
 
Il Cristiano, comunque, si trova in una relazione di "adozione"; il sup posto diviene quello di una visione faccia a faccia di Dio e non è governato dalla  Legge, ma dalla grazia di Dio, ovvero è sotto la grazia (Rom. 6,14). Viene chiamato ad orientare tutti suoi desideri a Dio ed a compiere la Sua volonta in amore  - non sulla base della paura - in maniera continua e non soltanto durante un giorno alla settimana.

La Domenica è il giorno della nuova creazione, compleanno del Dio bambino e diviene non solo un giorno di riposo, ma il riposo eterno dei fedeli. Si pone al di fuori del ciclo della settimana degli Ebrei e diviene l'ottavo giorno. Da vivere in accordo allo spazio ed al tempo liturgico, ogni fedele è chiamato durante il corso della vita a perpetuare questa celebrazione, che dovrebbe essere illuminata dalla luce senza tramonto della Resurrezione di Cristo e della Pentecoste.
Questo comunque, non è un compito semplice in questa vita. Nasce, quindi, il bisogno di tornare di frequente ai luoghi liturgici ed a vivere nuovamente la gioia della Resurrezione e della Trasfigurazione, ed esporla nuovamente al mondo. Questo deve essere fatto sino alla seconda Venuta di Cristo, quando gli uomini e la creazione acquisiranno l'esperienza di una perenne Liturgia Divina nell'ambito di una gloria perenne di Resurrezione e Pentecoste ( Is. 60, 1-22. Apocalisse. 12,22-25).

THE ORTHODOX CHURCH Its Faith, Worship and Life
Rev. Antonios Alevisopoulos, Th.D., Ph.D
Tradotto dal  Rev. Stephen Avramides
ATHENS 2001

Traduzione: Βασίλειος Μαρκέζε impantokratoros.gr



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